Un problema con il top della cucina…

Risposta a un vostro quesito 

Pierluigi C. mi ha chiesto un consiglio, dopo aver letto l’articolo  sulla cucina del 14 Agosto 2012, dove ho scritto perché  in alcuni top è meglio fare  la dima  prima di produrli.

Riporto solo alcuni stralci della lunga e-mail….

…..”Mi è stata consegnata la cucina qualche giorno fa, è ho avuto l’incredibile sorpresa di avere il piano in Okite più lungo del mobile. Oltre ad essere pericoloso è anche brutto da vedere. Inoltre credevo che fosse alto 4 cm ed invece è solo di 3.”……..”Mi è stato detto che per sistemare la cosa devono portarmi via una parte del top e rimanere senza per almeno una settimana. Noi abbiamo un bambino di pochi mesi e ho rifiutato.”…..

“Purtroppo mi è capitato di leggere il suo articolo troppo tardi! Al momento dell’acquisto il venditore non mi ha parlato di nessuna dima”….

“Adesso cosa posso fare? Non c’è secondo lei un altro modo per sistemare il piano senza una settimana di disagi? Posso farmi risarcire i danni, compreso il fatto che il top è meno alto di un centimetro?

esempio di una composizione angolare con top troppo lungo
particolari di una composizione angolare con top troppo lungo

Suggerimento

In questo caso specifico, il top si può  tagliare, levigare e lucidare direttamente sul posto.  L’unico vincolo è che bisogna avere uno spazio adeguato dove poter lavorare, come un balcone abbastanza grande o un cortile. Il taglio provoca parecchia polvere molto fine e bianca che si infila dappertutto, per questo non è consigliabile farlo in una casa già abitata. Il lavoro deve essere fatto da chi ha realizzato il top, o comunque da un marmista, per cui si deve accordare con il rivenditore per farlo venire a casa. In questo modo il disagio è solo di un giorno.

Per quanto riguarda lo spessore, in genere il top in okite per il modello di cucina come la sua, Gaia della Lube, viene realizzata in spessore 3 cm (lo spessore 2 cm viene usato per i top dei mobili del bagno, mentre lo spessore 4 cm è inusuale), quindi deve andare a vedere sul contratto d’acquisto e sui disegni cosa è stato riportato.

L’intervento non deve essere a sue spese ma a carico del rivenditore perché è un’assistenza a cui lei ha diritto, suppongo per un difetto nella progettazione, o un errato rilievo delle misure. Devono essere comprese anche le spese dell’idraulico per l’ulteriore allacciamento dell’acqua.

Se effettivamente trova scritto: “spessore di 4 cm” su un documento firmato, può richiedere  il rimborso, visto che il costo cambia secondo lo spessore.

Attenzione, per “documento” si intende anche uno dei disegni eventualmente rilasciati insieme al contratto, ripeto, l’importante è che sia firmato per accettazione dal cliente!

Le modalità di rimborso dipendono dalla politica commerciale adottata da ciascun rivenditore.

LabD

Autore:

Architetto e interior designer.

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